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Venerdi 29 aprile u.s., una candidata del PD alle elezioni Comunali afferma che “cinque sono le sfide con le quali, da donne, dovremo misurarci: la capacità di fare rete, l’impegno per le giovani donne di domani, il welfare, il lavoro e la presenza politica femminile; e propone la creazione di una “casa delle donne”.

 Al di là del fatto che ciò di cui parla sono argomenti fritti e rifritti e talmente vasti che nulla hanno a che vedere con la politica locale, si cerca sempre di volare alto per non scendere mai nel concreto. Per quanto riguarda la “casa delle donne” mi sembra una proposta di ghettizzazione della donna stessa. La donna, infatti, per raggiungere una parità effettiva si deve confrontare con l’uomo e deve mettere a confronto le proprie capacità con quelle degli altri e non certo concentrarsi in una sorta di incontri terapeutici dove ognuno mette in piazza le proprie frustrazioni per essere consolate da altre altrettanto frustrate o, peggio ancora, stare ad ascoltare lezioni da parte di un qualcuno che si erge al di sopra di tutte e impartisce lezioni da grande esperto psico-stratega della comunicazione.

Ciò che, purtroppo, costituiscono un grosso limite nell’evoluzione della donna, sono i rapporti tra le donne, la gelosia, l’invidia, la continua concorrenza, la mancanza di coesione, la voglia di distruggere le altre per poter emergere anziché darsi da fare per poter andare oltre.

In una società di per sé maschilista c’è un altro nemico da combattere: la donna oggetto. Immagine questa da sfruttare per ottenere guadagni facili, veloci e consistenti. Ma questo problema riguarda anche gli uomini.

La battaglia va fatta all’interno dei vari ambienti di lavoro;  la si fa dando un’educazione diversa ai propri figli, insegnando loro quali sono i valori fondanti della società: rispetto altrui e correttezza.

Le iniziative dei DS sono tutte mirate ad allontanare sempre di più le donne dalla famiglia e dal ruolo di madre che è, invece, e deve essere primario.

La donna prettamente in carriera scarica letteralmente il figlio (più o meno in salute)  negli asili nido e nelle scuole demandando (lavandosene le mani) ad altri la funzione educativa; creando una generazione senza punti di riferimento affettivi e di guida. Si sta correndo il rischio di vedere il “problema donna” solo dal punto di vista lavorativo ma il ruolo della donna è molto più ampio e va sostenuto a 360°. La donna non solo è madre, come detto in precedenza, ma è anche figlia ed in ambedue i casi ha diritti e doveri. La donna lavora 16 ore al giorno, le altre 8 (forse) dorme, deve occuparsi della casa, dell’educazione dei figli, della scuola, del lavoro, degli anziani ed in ciascuno di questi ambiti ha bisogno di essere sostenuta.

E’ in virtù di quanto sopra esposto che il mio impegno sarà quello di battermi perché vengano create strutture di sostegno alla donna e quindi alla famiglia: asili aziendali – prolungamento dei servizi oltre l’orario di lavoro standard – miglioramento dei servizi delle case di riposo – formazione di badanti, colf, babysister.

 GABRIELLA DONATINI

Candidata Consiglio Comunale – Nuovo Polo per Siena

Coalizione CORRADI SINDACO

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