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Intervista ad Agostino MILANI, coordinatore provinciale di FUTURO e LIBERTA’ per l’Italia.

Il sistema Siena come versione compiuta del berlusconismo. Non le sembra che questa sua affermazione sia una rappresentazione paradossale della realtà?

 

Il paradosso è solo apparente perché le differenze sono solo formali, mentre del tutto sostanziali sono le consonanze.

 Cerchi di spiegarsi meglio.

 Non ci sono problemi, salvo che per farlo è necessario andare all’essenza del Berlusconismo che, nella sua fase terminale, si è ridotto a essere sistematica occupazione delle istituzioni ed organizzazione del potere solo per fini privati, il tutto accompagnato da un controllo quasi militare della comunicazione e dei mezzi di informazione.

 Sembra che lei utilizzi gli scandali per generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio…

 La corruzione che fa parte della fisiologia del potere, diviene in questo caso patologia così come sempre avviene quando il potere diventa autoreferenziale rinunciando a farsi interprete delle istanze della comunità di riferimento e puntando invece solo all’autoconservazione.

Ciò comporta la selezione di una classe dirigente di “yes men”, la cui fedeltà viene ottenuta garantendo loro privilegi, il diritto all’arroganza e soprattutto l’impunità.

 

Abbiamo capito che non le piace Berlusconi, ma che c’entra il sistema senese che è espressione di una sinistra che da sempre governa il territorio?

 Potrei rispondere con Gaber “ Cos’è la destra, cos’è la sinistra?”. Destra e sinistra appartengono al  ‘900, un secolo che con le sue ideologie è riuscito a collezionare una quantità di tragedie che non ha precedenti nella storia dell’umanità.

Oggi, per fortuna, si giudica una persona per i suoi comportamenti e non per ciò che dice di essere.

Tornando in argomento domando se nel caso di un malfattore la cosa importante sia se lo stesso è di destra, di sinistra o semplicemente un malfattore.

 

Non divaghi! Cosa c’entra il sistema senese?

 Il sistema senese, che uno dei suoi massimi esegeti ha definito un armonico groviglio di enti pubblici ed associazioni…” è costituito da una classe dirigente che da tempo ha rinunciato a farsi interprete dei bisogni del territorio e ad ogni progetto di sviluppo che potrebbe turbare gli equilibri raggiunti.

Anche nel caso senese ciò ha comportato la selezione di una classe dirigente di “yes men”, la cui fedeltà viene ottenuta garantendo loro privilegi, diritto all’arroganza e impunità.

 

L’affermazione appare più pregiudiziale che suffragata da fatti…

No, no. Di fatti ce ne sono molti, così come molti sono anche gli scandali di fronte ai quali il sistema ha fatto finta di niente.

Andiamo con ordine.

Tutto comincia quando nel principale partito della sinistra senese, ad una generazione, magari più rozza ma comunque caratterizzata da un’etica politica, subentra la generazione attuale, fatta di persone ambiziose e spregiudicate, sprovviste però di quella cultura ed etica politica che caratterizzava la generazione precedente.

Questa generazione ha saccheggiato le istituzioni, utilizzando ogni posto, ogni strapuntino non per la crescita del territorio, ma semplicemente per organizzare il proprio consenso.

Con questi metodi si è creato il disastro dell’Università, dove i dissestatori, per altro noti, continuano ad occupare le loro poltrone e fare il bello ed il cattivo tempo.

Con questi stessi metodi la Banca, l’Ospedale e tutte le istituzioni più rappresentative sono state messe in crisi.

 

Si, ma gli scandali dove sono?

Se il saccheggio ed il dissesto di tutte le istituzioni non sono di per se scandali sufficienti, vorrei ricordare che anche Siena ha le sue Minetti, ovvero ci sono persone (per altro ben note) che sono entrate nei più importanti CDA delle istituzioni senesi non per merito, ma solo per amicizia, magari dopo avere procacciato per anni signorine, più o meno compiacenti, ai potenti di turno.

Non a caso costoro hanno poi costituito un’associazione, particolarmente ben finanziata, che noi, in altra occasione, abbiamo definito Partito Escort.

Se ciò ancora non bastasse ricordo che al momento, nei confronti di esponenti della nomenclatura senese, ci sono in giro una cinquantina di avvisi di garanzia, per l’Università, la Banca, false gare nella vicenda di Ampugnano, arresti per il caso Eutelia, vicende di fatture false etc.

 

La vicenda di fatture false riguarda però un esponente del centrodestra…

E chi ha detto che anche una parte del centrodestra non sia in combutta con certi malfattori (nel senso letterale della parola ovvero di persone che agiscono male)?

Se non sbaglio Pisaneschi è esponente del PDL senese, Presidente di Antonveneta e membro del CDA di BMPS, che per altro lo inserì nel CDA di Eutelia dal quale dovette dimettersi per non fare la fine di Pizzichi.

Pisaneschi è il tramite, non il solo naturalmente, tra Verdini e Mussari

Come vede il cerchio si chiude, il partito degli affari non ha colori, ma solo appetiti da soddisfare.

 

Per chiudere cambiamo argomento. Con quali alleanze FLI parteciperà alle prossime elezioni comunali di Siena? E’ possibile un’alleanza con il PDL?

 Rispondo a partire dalla seconda domanda, ovvero che non vedo una possibilità di alleanza con il PDL, oggi largamente compromesso con il sistema di potere senese tramite i Verdini, i Rocco Girlanda e lo stesso Marignani. La posizione del mio partito è quella di alternativa politica e morale al sistema Siena e tale posizione non consente alleanze con nessuno spezzone, per quanto minoritario, del sistema stesso. L’alleanza naturale è pertanto tra i partiti del Nuovo Polo (UDC, API e FLI) e Liste Civiche senesi, restando aperta a tutte quelle forze culturali e sociali che scelgano chiaramente la strada dell’alternativa.

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